Il ritorno del maestro
Toscanini, il fascismo, la guerra e la storica riapertura della Scala
Ti invitiamo alla presentazione del libro di Mauro Balestrazzi

Il ritorno del maestro
di Mauro Balestrazzi
Editore: Libreria Musicale italiana
ISBN: 9788855434591
Prezzo: € 30,00
Pagine: 377
L’11 maggio 1946 Arturo Toscanini diresse il concerto di riapertura del Teatro alla Scala, appena ricostruito dopo che i bombardamenti l’avevano parzialmente distrutto. Non fu soltanto un evento musicale, ma l’inizio di una nuova era per il paese, uscito da una terribile esperienza bellica e da una lunga e opprimente dittatura: una sorta di rito laico, celebrato dal vecchio maestro che tornava nel suo paese dopo otto anni di esilio e dopo essere diventato, con la forza della sua bacchetta, un simbolo della lotta al nazifascismo e dell’affermazione della libertà dei popoli.
Non si potrebbe tuttavia comprendere il vero significato di quella giornata senza ripercorrere la storia del nostro paese a partire dalla nascita del fascismo. È quanto questo libro si propone di fare, dipingendo un grande affresco in cui musica e politica s’intrecciano nelle vicende che coinvolsero Toscanini, la Scala, il regime che spinse il maestro a lasciare l’Italia e le tragiche conseguenze dell’entrata in guerra.
Una storia ricostruita attraverso titoli e articoli dei giornali dell’epoca e i preziosi documenti riservati della polizia politica conservati presso l’Archivio centrale dello Stato. Una storia di coscienza civile che ha tanto da insegnare ancora oggi e che richiama al dovere di non dimenticare.
Con un accurato lavoro di ricerca il giornalista Mauro Balestrazzi racconta i rapporti fra il grande maestro e il fascismo
“Il sottoscritto figlio di Claudio nato a Parma il 25 marzo 1867 domiciliato a Milano, residente a Milano – via Durini 20 di condizione agiata avendo tutti i requisiti di eleggibilità richiesti dalla vigente legge elettorale politica, dichiara di accettare siccome accetta la candidatura per il collegio di Milano nelle elezioni politiche che avranno luogo il 16 Novembre 1919 propugnata nella lista ‘blocco fascista’ che si distingue col contrassegno figurante un fascio di verghe con in mezzo una scure”. Questo è il documento che Arturo Toscanini firmò presso un notaio il 25 ottobre 1919. Nelle elezioni il maestro prese 5.114 voti, non fu eletto e “forse si era reso conto di aver fatto un passo sbagliato”
Mauro Balestrazzi è nato a Parma nel 1953. Giornalista professionista dal 1978, ha lavorato per 35 anni come redattore alla «Gazzetta dello sport» dove si è occupato di calcio ma ha scritto anche articoli su Verdi, Puccini, Toscanini e vari argomenti musicali. Dal 2007 collaboratore del mensile «Classic Voice», è autore di Toscanini secondo me. il più celebre direttore d’orchestra in un secolo di testimonianze (L’Epos, Palermo 2005), Carlos Kleiber. angelo o demone? (L’Epos, Palermo 2006), Pavarotti dossier (L’Epos, Palermo 2009), La tournée del secolo. Toscanini e la straordinaria nascita dell’Orchestra della Scala (Libreria Musicale Italiana, Lucca 2020), Claudio Abbado nota per nota. Una cronologia artistica (Libreria Musicale Italiana, Lucca 2024). Ha curato la Cronologia verdiana di Arturo Toscanini per «Studi verdiani» (n. 27, Istituto nazionale di studi verdiani, Parma 2017) e Arturo Toscanini concertatore e direttore di Puccini per «Studi pucciniani» (vol. 6, Olschki, Firenze 2020).