Orizzonti opposti
Due fughe. Due destini. Un deserto che trasforma chi lo attraversa
Ti invitiamo alla presentazione del libro di Vittorio Bosi

Orizzonti opposti
di Vittorio Bosi
Editore: Vittorio Bosi
ISBN: 9791224308560
Prezzo: € 22,99
Pagine: 488
Norbert è un uomo che conta le mattonelle del bagno, che riascolta lo stesso messaggio in segreteria cinque volte, che di notte cammina senza meta perché stare fermo è insopportabile. Labirintico. È un giornalista parigino, e nel 1997 la sua vita si è ridotta a questo: piccoli gesti ripetuti per non guardare il vuoto che li circonda. Irén, la donna con cui viveva, se n’è andata. Con i genitori non si parla più da quasi due anni — da pochi mesi dopo la morte, presunta, del fratello minore Marcel, ucciso, così crede la famiglia, durante un attacco nei pressi di Ghardaïa, in Algeria, nel 1995. Norbert si sente responsabile di quella morte: fu lui, anni prima, a incoraggiare Marcel a partire come camionista, attratto da un lavoro rischioso ma ben pagato in un paese che nessun altro straniero voleva più attraversare.
Il romanzo si costruisce all’inizio su due linee narrative separate, sfalsate di quattro anni, che il lettore segue senza sapere ancora che si incontreranno. Da una parte Norbert, fermo a Parigi, sempre più incapace di restarci. Dall’altra Marcel, più giovane e pragmatico, che tra il 1993 e il 1995 vive due anni in Algeria: si adatta, stringe legami, si avvicina a una realtà più profonda e radicale del paese, senza che se ne colga subito la portata. Nel 1995, durante uno dei suoi viaggi di lavoro, viene assalito, e ucciso, o almeno è ciò che il lettore legge, capisce.
Due anni dopo, Norbert parte per l’Algeria con un’unica intenzione, dichiarata solo al suo unico amico Mark: vuole farsi uccidere come pensa sia stato ucciso suo il fratello. Il paese però non gli concede quella fine. A Orano subisce un’aggressione che lo scuote; ad Algeri visita la casa dove Marcel aveva vissuto; a Bentalha si trova dentro un episodio di violenza estrema, ispirato a fatti reali del 1997 e, mentre cerca la propria morte, contribuisce a fermarla: salva Shamira e il piccolo Kiko, sopravvissuti alla strage. È attraverso di loro che, a Djelfa, incontra Samir, uno dei capi di un ramo locale del GIA (Groupe Islamique Armé), pensando di avere davanti un semplice gestore di una stazione di servizio con annesso ristorante.
È lì che scopre una verità restata sepolta che lo cambierà per sempre.
Nel romanzo la storia, quella vera, fa da tappeto su cui i personaggi si muovono, dialogano, e il deserto è una parte importante, forse determinante del percorso di Norbert e Marcel.
Il romanzo affronta a volte tematiche scomode, neglette, perché sia in Algeria che in Francia nessuno vuole più parlare del “decennio noto” algerino. E allora, io ne parlo attraverso i personaggi, dalla loro introspezione, dai loro dialoghi, dalla loro avventura, senza mai dare giudizi, senza mai prendere parte, ma cercando un modo in cui chi vede orizzonti opposti, possa finalmente riprovare a parlare
Vittorio Bosi è scrittore, geologo e viaggiatore. Da molti anni il suo lavoro nel campo della protezione civile e delle emergenze internazionali lo porta a confrontarsi con luoghi, culture e situazioni estreme, soprattutto tra Europa e Africa. Un’esperienza che ha alimentato nel tempo la sua curiosità per le persone, la storia e le terre di confine.
La scrittura è sempre stata, accanto al lavoro, una parte importante della sua vita. Ha scritto racconti, riflessioni, appunti di viaggio e storie per ragazzi, rimasti per anni nel cassetto.
Il suo primo romanzo pubblicato, Orizzonti Opposti, nasce da un’idea, da una successiva esperienza vissuta in Marocco e da un lungo percorso di ricerca personale. Ambientato tra Parigi, Algeria e Sahara negli anni Novanta, il romanzo intreccia storia, identità, memoria e conflitti interiori, muovendosi sul confine tra vicenda personale e grandi fratture della storia contemporanea.
La musica e i viaggi sono altre due passioni che accompagnano la sua vita. Suona la chitarra e le percussioni e ama esplorare culture e luoghi lontani.