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La saga dei Florio

Stefania Auci - La saga dei Florio

1772. Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all’amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull’orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un’eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un’isola dove ci sono soldi e potere…
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l’intera storia dei Florio, dall’inizio alla fine.
E questo è l’inizio.
Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.

Stefania Auci. L'alba dei Leoni

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.
Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

Stefania Auci. I leoni di Sicilia

Hanno vinto, i Florio. Lontani sono i tempi dei sacchi di spezie, di Paolo e di Ignazio, arrivati a Palermo per sfuggire alla miseria. Adesso hanno palazzi e fabbriche, navi e tonnare, sete e gioielli. Adesso tutta la città li ammira, li onora e li teme.
E il giovane Ignazio non teme nessuno. Il destino di Casa Florio è stato il suo destino fin dalla nascita, lo spinge ad andare oltre la Sicilia, verso Roma e gli intrighi della politica, verso l’Europa e le sue corti. È un impero sfolgorante, che però ha un cuore di ghiaccio. Perché per la gloria di Casa Florio lui ha dovuto rinunciare all’amore che avrebbe rovesciato il suo destino. E l’ombra di quell’amore non lo lascia mai…
Ha paura, invece, Ignazziddu, che riceve in eredità ciò che suo padre ha costruito. Ha paura perché lui non vuole sacrificare se stesso sull’altare della famiglia. Eppure ci prova, affrontando un mondo che cambia rapidamente, ma capisce che non basta avere il sangue dei Florio per imporsi. Ci vuole qualcos’altro, qualcosa che avevano suo nonno e suo padre e che a lui manca.
Vincono tutto e poi perdono tutto, i Florio. Però questa non è che una parte della loro storia. Perché questo padre e questo figlio hanno accanto due donne molto diverse, entrambe straordinarie: Giovanna, dura e fragile come cristallo, e Franca, la cui esistenza dorata va in frantumi sotto i colpi di un destino crudele. Sono loro a compiere la vera parabola di una famiglia che, per un lungo istante, ha illuminato il mondo.

Stefania Auci. L'inverno dei Leoni
Stefania Auci

Stefania Auci

Stefania Auci è nata a Trapani, ma vive da tempo a Palermo, dove lavora come insegnante di sostegno. Con I Leoni di Sicilia, che ha avuto uno straordinario successo – più di cento settimane in classifica, pubblicato o in corso di traduzione in 42 Paesi –, ha narrato le vicende dei Florio fino alla metà dell’Ottocento, conquistando i lettori per la passione con cui ha saputo rivelare la contraddittoria, trascinante vitalità di questa famiglia. Una passione che attraversa anche L’inverno dei Leoni, seconda parte della saga, e che ci spalanca le porte del mito dei Florio, facendoci rivivere un’epoca, un mondo e un destino senza pari. Torna adesso in libreria con l’atesissimo ultimo libro, il racconto dell’antefatto della saga dei Florio

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«Mentre scrivevo della straordinaria vicenda dei Florio, mi sono chiesta in quale modo i lettori della saga dei Florio avrebbero immaginato il passato che stavo raccontando, ben sapendo che, come dice Proust, «noi vorremmo che lo scrittore ci desse delle risposte, ma non può far altro che ispirarci dei desideri». In me, quel passato ha preso forma nei nobili tratti di una Palermo che il tempo e gli uomini hanno quasi cancellato, ma anche in ciò che emergeva dalle mie ricerche e che andava oltre la Storia per entrare nella vita: un tavolo, un vestito, una finestra, un anello, una bottiglia… Ecco perché, in questa edizione dei Leoni di Sicilia, accanto a qualche immagine di luoghi, personaggi e avvenimenti storici, troverete soprattutto frammenti di quel tempo lontano, cristallizzati in un oggetto, in un gesto, in un paesaggio… suggestioni, insomma, simili a quelle dei romanzi illustrati dell’Ottocento, un’epoca in cui l’immaginazione era di certo più semplice e più libera. Anche grazie a queste immagini, ognuno potrà crearsi una propria visione del passato, che andrà però idealmente a unirsi a quella di tutti gli altri, realizzando così la vera magia della lettura, e cioè ancorare alle stesse parole i desideri più diversi. Per me, come autrice, non esiste magia più sorprendente.»