Editore: Bompiani
ISBN: 9788830154001
Pagine: 400
Prezzo: 20,00 €
L’album blu di Yaryna Grusha è un romanzo di formazione che si muove sul confine sottile tra autobiografia e narrazione collettiva, intrecciando la vicenda individuale della protagonista con la storia recente dell’Ucraina. Tutto comincia nella notte del disastro di Chornobyl, quando una giovane coppia decide di fuggire per mettere in salvo la figlia che sta per nascere: un gesto intimo e insieme politico, che inaugura una traiettoria segnata dalla ricerca di libertà.
L’infanzia di Yaryna si svolge nella “Casa di sabbia”, metafora potente di un mondo destinato a sgretolarsi: l’Unione Sovietica degli ultimi anni, attraversata da contraddizioni profonde ma anche da una quotidianità fatta di affetti, studio e resistenza culturale. I genitori, insegnanti e custodi clandestini della letteratura ucraina, incarnano una forma di dissidenza silenziosa, che passa attraverso i libri, la memoria e i simboli – come il ritratto pirografato di Lesia Ukrainka, venerato quasi fosse un’icona.
Con il crollo del sistema sovietico e l’ingresso nell’età adulta, il romanzo si apre a una dimensione più ampia: Kyiv, gli anni universitari, l’incontro con la letteratura italiana, ma soprattutto le trasformazioni politiche del Paese. Le rivoluzioni – arancione e della dignità – non sono solo eventi storici, ma momenti di crescita personale, tappe di una presa di coscienza che riguarda un’intera generazione.
Grusha costruisce un racconto stratificato, dove la memoria privata dialoga costantemente con la grande Storia. La scrittura è limpida, attraversata da una tensione poetica che non indulge mai nel patetico, ma restituisce con precisione emotiva il senso di perdita, di appartenenza e di responsabilità.
Ne emerge un libro che è insieme testimonianza e atto di fiducia: nella cultura come spazio di resistenza, nella libertà come processo fragile ma necessario, nella letteratura come strumento per comprendere – e prendere posizione. L’album blu non racconta solo l’Ucraina: interroga anche il lettore, chiamandolo a confrontarsi con il proprio rapporto con la storia e con i valori democratici.

Yaryna Grusha, nata in Ucraina nel 1986, è studiosa e traduttrice di letteratura ucraina. Laureata in Italianistica, vive a Milano dove insegna all’Università Statale. Ha curato importanti opere tra cui Poeti d’Ucraina e testi di Lesia Ukrainka. Attiva tra ricerca, traduzione e divulgazione culturale, è membro dell’AISU e del PEN Ukraine.