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I consigli del libraio

La fine del mondo

di Francesco Pecoraro

Editore: Ponte alle Grazie
ISBN: 9791255822684
Pagine: 368
Prezzo: 20,00 €

Con La fine del mondo, Francesco Pecoraro torna a esplorare le macerie del presente con quella precisione chirurgica e quello sguardo implacabile che lo hanno reso una delle voci più originali e necessarie della nostra narrativa. Se in La vita ferma e Lo stradone l’autore aveva indagato la stratificazione del tempo e dello spazio urbano, qui la lente si sposta su un’apocalisse che non ha il volto del cataclisma improvviso, ma quello di un lento, inesorabile sgretolamento.

Protagonista è l’Ingegnere, una figura che incarna la razionalità tecnica messa di fronte all’irrazionalità del collasso. Attraverso la sua voce, Pecoraro costruisce un inventario del disastro: non solo ecologico o politico, ma antropologico. Il mondo che finisce è quello delle certezze occidentali, della crescita infinita, della forma-città come la conosciamo. La scrittura di Pecoraro è materica, densa di termini tecnici che si mescolano a una prosa di altissimo livello letterario, capace di restituire la consistenza del cemento, della polvere e della decadenza biologica.

Il romanzo si muove tra riflessione filosofica e narrazione visionaria, evitando però ogni facile nichilismo. C’è, tra le righe, una forma di pietas per ciò che scompare e una critica feroce all’illusione del progresso. Pecoraro non scrive un distopico di genere, ma un “realismo terminale” che ci riguarda da vicino. Leggere questo libro significa accettare una sfida intellettuale: guardare nell’abisso della nostra epoca senza distogliere lo sguardo, guidati da un autore che possiede il raro dono di trasformare l’osservazione del declino in un’opera d’arte complessa e monumentale. Un’opera che conferma come la fine del mondo sia, forse, un processo già ampiamente iniziato, di cui siamo al contempo architetti e vittime.

Francesco Pecoraro

Francesco Pecoraro (Roma, 1945) è architetto e urbanista. Ha esordito nella narrativa con i racconti di Dove credi di andare (2007, Premio Campiello Opera Prima). Con il romanzo La vita ferma (2013) è stato finalista al Premio Strega, successo confermato da Lo stradone (2019), vincitore del Premio Viareggio-Rèpaci. È considerato uno dei massimi interpreti del rapporto tra individuo, storia e paesaggio urbano.

Francesco Pecoraro - La fine del mondo