Abitavo a Penny Lane
Memorie di anni gloriosi di rock, jazz e blues
di Riccardo Bertoncelli
Editore: Feltrinelli
ISBN: 9788807175367
Collana: Scintille
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo: 18,00 €
Abitavo a Penny Lane è il memoir con cui Riccardo Bertoncelli riattraversa gli anni in cui la musica non era soltanto intrattenimento, ma una forma di educazione sentimentale, culturale e politica. Il titolo, beatlesiano fin dalla soglia, non allude solo a un luogo dell’immaginario pop: indica una patria mentale, abitata da una generazione che cercò nei dischi una lingua nuova per capire il mondo e se stessa. Bertoncelli racconta quell’avventura con il passo di chi c’era, ma senza irrigidirsi nella nostalgia: l’ironia stempera l’enfasi, la memoria privata si apre al racconto collettivo, l’aneddoto diventa spia di un’Italia che, tra provincia, negozi di dischi, radio libere, fanzine, viaggi e festival, imparava ad ascoltare rock, jazz e blues come promesse di libertà.
Il pregio del libro sta proprio in questo equilibrio fra autobiografia e storia culturale. Non è un repertorio di nomi né una celebrazione museale dei “bei tempi”, ma il resoconto di una formazione: Beatles, Dylan, Zappa e molti altri non compaiono come santini, bensì come incontri decisivi, occasioni di scoperta, strumenti per aprire finestre su mondi più vasti. Bertoncelli conosce bene la materia e sa che la musica vive anche nei supporti, nei riti e nei luoghi: l’attesa di un album, la testina del giradischi consumata dagli ascolti, le discussioni fra amici, il fascino delle copertine, la fame di parole in inglese.
Ne risulta un libro affettuoso ma non molle, partecipe ma sorvegliato. La giovinezza vi appare come stagione di entusiasmo assoluto e di errori necessari, non come mito intoccabile. Per chi ha vissuto quegli anni sarà un ritorno vivido; per chi li conosce solo per frammenti, una mappa preziosa di come la cultura rock abbia cambiato gusti, linguaggi e immaginario. Abitavo a Penny Lane è, in fondo, una dichiarazione d’amore alla musica quando ancora sembrava poter cambiare la vita.

Riccardo Bertoncelli, nato a Novara nel 1952, è uno dei nomi storici della critica musicale italiana. Giornalista, scrittore, traduttore, conduttore radiofonico e organizzatore culturale, ha contribuito fin dagli anni Settanta a introdurre e raccontare in Italia la cultura rock, senza trascurare blues, jazz e cantautorato. Dopo le prime esperienze nelle fanzine Blues Anytime e Freak, nel 1973 pubblicò Pop Story, volume diventato un riferimento per più generazioni di appassionati. Ha collaborato con riviste come Muzak e Gong, lavorato in radio e curato libri, collane e progetti editoriali dedicati alla musica. La sua scrittura unisce competenza, memoria personale e gusto narrativo.