Contro gli imperi
Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale
di Vittorio Emanuele Parsi
Editore: Bompiani
ISBN: 9788830108196
Collana: Saggi Bompiani
Pagine: 208
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo: 18,00 €
In Contro gli imperi Vittorio Emanuele Parsi torna sul nodo che attraversa buona parte della sua riflessione recente: il destino dell’ordine liberale e delle democrazie in un mondo che sembra avere archiviato, con brutalità crescente, l’illusione della “fine della storia”. Il libro parte da una constatazione severa: per decenni l’Occidente europeo ha potuto pensare la guerra come un residuo del passato o come un problema altrui; oggi, invece, le logiche imperiali tornano a organizzare i rapporti di forza e a mettere sotto pressione istituzioni, alleanze, libertà.
Il saggio ha il merito di non ridurre la crisi internazionale a un semplice catalogo di minacce. Russia e Cina rappresentano da tempo, nella lettura di Parsi, modelli di potenza incompatibili con l’universalismo democratico; la novità più perturbante è però il mutamento degli Stati Uniti, quando la leadership americana smette di apparire come garante dell’ordine liberale e si presenta essa stessa come attore predatorio. La metafora degli animali politici – il leone, il lupo, gli sciacalli, gli agnelli – consente all’autore di tradurre una diagnosi geopolitica complessa in immagini nette, accessibili, senza perdere la gravità del discorso.
Parsi scrive con l’urgenza dello studioso che vede incrinarsi le architetture su cui si è retta la pace europea. Il tono è allarmato, ma non catastrofista: Contro gli imperi non è un lamento sulla decadenza dell’Occidente, bensì una chiamata alla responsabilità. La formula più efficace è l’invito a essere “pacifici, ma non imbelli”: difendere la pace non significa rinunciare alla forza, né scambiare la prudenza per passività. In questo senso il libro parla soprattutto all’Europa, chiamata a uscire dalla nostalgia e dall’autocompiacimento per dotarsi di una strategia autonoma, cooperativa e credibile. Le democrazie non sono un dato naturale, ma un’eredità fragile, da proteggere con coraggio politico, coesione e lucidità. Un saggio netto, militante nel senso alto del termine, utile a chi voglia capire perché il nuovo disordine mondiale riguarda direttamente la vita dei cittadini.

Vittorio Emanuele Parsi, nato a Torino nel 1961, è politologo, saggista e professore ordinario di Relazioni internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Accademico dei Lincei, è tra le voci italiane più ascoltate nel dibattito su ordine liberale, democrazie, sicurezza, Mediterraneo e rapporti transatlantici. Editorialista e autore di numerosi saggi, ha raggiunto un vasto pubblico con Titanic. Il naufragio dell’ordine liberale, poi con Il posto della guerra e Madre patria. È Capitano di Fregata della Marina Militare in riserva selezionata. La sua riflessione unisce competenza accademica, esperienza sul campo, attenzione strategica e forte tensione civile, con uno stile divulgativo netto e riconoscibile.