Editore: Marcos y Marcos
Collana: Gli Alianti
ISBN: 9788892942424
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo: 18,00 €
Con Le mie stanze Franco Buffoni non firma un’autobiografia lineare, ma un memoir architettonico: un libro in cui i luoghi abitati diventano unità di memoria, camere mentali, “stanze” nel senso domestico e, insieme, poetico del termine. La vita non procede per cronologia compatta, ma per aperture successive, come se ogni ambiente conservasse un diverso grado di temperatura emotiva: le case dell’infanzia, Gallarate, il profilo del Rosa, i mobili di famiglia, i cassetti, le presenze parentali, poi Milano, Londra, gli incontri, le amicizie letterarie, gli amori, la scoperta e la difesa di sé.
Il fascino del libro sta proprio in questa forma mobile. Buffoni guarda indietro senza indulgere alla confessione sentimentale: preferisce l’inquadratura larga, il dettaglio rivelatore, la frase che illumina un’epoca intera partendo da un oggetto. La memoria privata si intreccia così con una memoria culturale e civile: l’omosessualità taciuta perché “altro non si poteva fare”, la formazione intellettuale, la Milano letteraria, l’incontro con figure come Mario Mieli e Milo De Angelis, la presenza decisiva di Jucci.
Le mie stanze dialoga naturalmente con l’opera poetica di Buffoni, oggi riletta anche alla luce del grande volume Mondadori Poesie (1975–2025), che ne raccoglie mezzo secolo di scrittura. Qui la prosa sembra assumere dalla poesia il gusto della concentrazione e del taglio: procede per quadri, non per spiegazioni; per risonanze, non per tesi. Le stanze sono ambienti concreti, ma anche dispositivi di conoscenza: custodiscono il tempo, ne mostrano la stratificazione, e alla fine ricordano al narratore che gli oggetti sopravvivono ai loro proprietari.
Il risultato è un libro limpido e insieme obliquo, intimo senza essere privato in senso stretto, capace di trasformare la memoria individuale in una piccola topografia del secondo Novecento. Buffoni non cerca la pacificazione ma accetta piuttosto la parzialità del ricordo, il suo essere frammento, prospettiva, grandangolo.

Franco Buffoni, nato a Gallarate nel 1948, è poeta, narratore, saggista, traduttore e studioso di teoria della traduzione. Tra le voci maggiori della poesia italiana contemporanea, ha pubblicato raccolte come Il profilo del Rosa, Guerra, Jucci, La linea del cielo e Betelgeuse e altre poesie scientifiche. Con Jucci ha vinto il Premio Viareggio. Nel 2025 Mondadori ha raccolto il suo percorso poetico in Poesie (1975–2025), con saggio introduttivo di Massimo Gezzi. Con Le mie stanze torna al memoir autobiografico.