Editore: Einaudi
ISBN: 9788806268923
Pagine: 184
Uscita: 2026
Prezzo: 18,50 €
Partenze di Julian Barnes è un’opera intensamente meditativa, sottile nel tono e profondamente umana, che si muove sul filo tra romanzo, memoir e riflessione filosofica. Pubblicato per coincidere con il suo ottantesimo compleanno e annunciato dallo stesso autore come il suo ultimo libro, questo volume non è solo una narrazione: è un addio alla scrittura e una contemplazione sincera sulla memoria, l’amore, l’invecchiamento e la mortalità.
La struttura di Partenze è frammentaria, riflettendo la natura intermittente e capricciosa della memoria. Parte da riflessioni sul fenomeno neurologico delle memorie involontarie e prosegue con una storia centrale: quella di Stephen e Jean, due figure che il narratore ha fatto incontrare durante gli anni universitari e che, dopo una prima rottura, si ritrovano e tentano di ricostruire il loro legame in età avanzata, con risultati ambigui.
Barnes gioca con la linea tra fatto e finzione: il narratore si chiama “Julian”, abita a Londra e si confronta con la propria mortalità, incluso il ricordo della moglie e la gestione di una forma di leucemia. Questa fusione di autobiografia e finzione non è mai casuale ma serve a interrogare il lettore sull’affidabilità della narrazione, su come ricordiamo gli eventi e su quanto la verità personale possa essere distinta dalla verità narrativa.
Il romanzo è percorso da una prosa elegante, ironica e mai pedante, in cui la consapevolezza dell’età e delle “partenze” – dalle relazioni, dalla salute, dalla giovinezza – diventa un motivo ricorrente. Barnes riesce a rendere significative le piccole cose: il comportamento di un vecchio jack russell, la fragilità del corpo, i ricordi inaspettati che emergono come lampi nella quiete quotidiana.
Pur breve nella sua estensione, l’opera è densa di riflessioni esistenziali. Partenze non si limita a raccontare una storia; induce a interrogarsi su ciò che scegliamo di ricordare, su ciò che ci allontana dal passato e su come l’affetto, il rimpianto e la mortalità plasmino la nostra identità. In questo senso, il libro risuona come un testamento letterario, una dichiarazione di coscienza e un commiato ponderato di un autore che ha fatto della memoria e della riflessione sul tempo temi fondamentali della sua produzione.

Julian Barnes è uno scrittore britannico nato a Leicester e vivente a Londra, autore di romanzi, saggi e racconti. Ha iniziato la sua carriera negli anni Ottanta con Metroland e ha ottenuto riconoscimenti internazionali con opere come Il pappagallo di Flaubert e Il senso di una fine, quest’ultimo vincitore del Booker Prize nel 2011. Con Partenze si chiude una carriera narrativa di oltre quarant’anni, caratterizzata da uno stile elegante, intellettuale e capace di fondere introspezione e ironia.