Editore: Einaudi
ISBN: 9788806266547
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo: 22,00 €
Con Custer, Larry McMurtry affronta una delle figure più controverse e mitizzate della storia americana: George Armstrong Custer, il generale la cui morte, il 25 giugno 1876, nella battaglia del Little Bighorn, è diventata insieme episodio militare, leggenda nazionale e materia inesauribile di interpretazioni. Ma il libro non è una biografia monumentale, né pretende di chiudere il conto con la sterminata “custerologia”. È piuttosto un ritratto rapido, lucidissimo, narrativamente magnetico, nel quale McMurtry mette al servizio della storia la stessa intelligenza narrativa che ha fatto di lui uno dei grandi cantori dell’Ovest.
Custer appare qui come un personaggio paradossale: vanitoso, impulsivo, temerario, spesso detestato dai suoi uomini, eppure dotato di un carisma capace di sopravvivere alla sconfitta più clamorosa. Uscito da West Point ultimo della sua classe, trovò nella guerra civile americana il teatro ideale per trasformare l’audacia in carriera. Il suo destino, tuttavia, si compie sulle rive del Little Bighorn, quando l’arroganza, la sottovalutazione dell’avversario e il rifiuto di ascoltare gli avvertimenti portarono al massacro cinque compagnie del 7° Cavalleria.
McMurtry evita sia l’agiografia sia la demolizione sommaria. Custer non è soltanto il folle irresponsabile della leggenda negativa, né l’eroe romantico celebrato dalla memoria patriottica. È un uomo del suo tempo, formato dalla violenza della frontiera e dalla guerra, ma anche un ingranaggio di una vicenda più ampia: la conquista dell’Ovest, la contesa delle Black Hills, la rimozione dei nativi americani, la costruzione di un immaginario nazionale fondato su miti, omissioni e spettacolarizzazioni.
Per questo il libro è interessante soprattutto quando sposta lo sguardo da Custer al mondo che lo ha prodotto e poi trasformato in icona. McMurtry ricorda Toro Seduto, Cavallo Pazzo, gli scout indiani, i generali rivali, la moglie Libbie, che dopo la morte del marito ne difese per decenni la memoria pubblica. Intorno alla battaglia si addensano così non solo fatti militari, ma desideri di gloria, propaganda, lutti, narrazioni contrapposte.
Scritto con passo asciutto e vivace, Custer ha il tono di una lezione raccontata da chi conosce profondamente la materia e sa alleggerirla senza banalizzarla. McMurtry osserva l’Ovest con affetto e disincanto: ne riconosce la potenza romanzesca, ma ne smonta le retoriche più comode. In poche pagine restituisce la grandezza ambigua di un mito americano e mostra come, dietro la figura scintillante del “generale ragazzo”, si nasconda una storia molto meno eroica: quella di un paese che ha trasformato una sconfitta in epopea e una tragedia storica in leggenda.

Larry McMurtry (Archer City, Texas, 1936 – Tucson, Arizona, 2021) è stato romanziere, saggista, sceneggiatore e libraio antiquario. Grande narratore dell’Ovest americano e del Texas contemporaneo, ha vinto il Pulitzer per la narrativa con Lonesome Dove e l’Oscar per la sceneggiatura non originale di I segreti di Brokeback Mountain, scritto con Diana Ossana. Tra i suoi libri: L’ultimo spettacolo, Voglia di tenerezza, Le strade di Laredo e Il cammino del morto, Cavallo pazzo.