Editore: Fazi Editore
ISBN: 9791259677280
Pagine: 252
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo: 18,50 €
Charlotte Wood, con Devozione, firma un romanzo di apparente sottrazione che in realtà lavora in profondità, scavando nelle zone più opache della coscienza. L’edizione italiana pubblicata da Fazi nel 2026, nella traduzione di Manuela Francescon, porta ai lettori italiani un libro che nasce come Stone Yard Devotional e che è stato molto notato anche in ambito internazionale.
Al centro della storia c’è una donna senza nome che, stanca del rumore del mondo, si ritira in una comunità religiosa nell’entroterra australiano. Non è una conversione, né una fuga raccontata in modo melodrammatico: è piuttosto un movimento di svuotamento, un tentativo di sospendere il caos esterno per capire se dentro di sé esista ancora una forma di verità. Ma il romanzo, con grande intelligenza, mostra subito che nessun ritiro è davvero innocente. Il passato ritorna, la colpa riemerge, i rapporti umani continuano a ferire e a chiedere conto. E così quello che potrebbe sembrare un libro sul silenzio diventa invece un libro sull’impossibilità del silenzio, perché la memoria, il dolore e il mondo continuano a bussare.
La forza di Wood sta soprattutto nel tono: asciutto, meditativo, severo senza essere freddo. Devozione rifiuta la trama vistosa e il colpo di scena come motore principale; preferisce un ritmo interiore, fatto di osservazioni minime, tensioni sotterranee, immagini che si depositano lentamente. È un romanzo che chiede attenzione e disponibilità, ma ripaga con una densità rara. In queste pagine convivono il lutto, la vergogna, la crisi ecologica, il bisogno di espiazione e una domanda spirituale che non coincide mai con una risposta religiosa semplice. Anche per questo il libro colpisce: non consola, non semplifica, non offre facili redenzioni.
C’è qualcosa di radicale, in Devozione, nel modo in cui guarda alla fragilità umana. Charlotte Wood non costruisce personaggi esemplari, ma coscienze incrinate, esistenze che cercano una forma di resistenza minima dentro un tempo segnato dall’ansia e dalla catastrofe. Il risultato è un romanzo raccolto e potentissimo, che parla piano ma lascia un’eco lunga. Non è una lettura per chi cerca l’intreccio rapido o l’emozione immediata; è invece un libro per chi ama la narrativa che interroga, che scava, che resta. E proprio nella sua sobrietà, nella sua ostinata rinuncia all’enfasi, trova la sua forma più alta di intensità.

Charlotte Wood, australiana, è autrice di tre saggi e sette romanzi, tra cui Il weekend. I suoi articoli sono apparsi, tra gli altri, su «The New York Times», «The Guardian», «Literary Hub», «The Sydney Morning Herald» e «The Saturday Paper». Devozione, il suo ultimo romanzo, pubblicato in Australia e Gran Bretagna nel 2024 e negli Stati Uniti nel 2025, è in fase di pubblicazione in dodici paesi. Vive a Sydney con il marito.