Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
ISBN: 9788807037313
Pagine: 144
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo: 17,00 €
Con La ragazzina Valeria Parrella affronta una delle figure più raccontate e meno addomesticate della storia europea: Giovanna d’Arco. Ma invece di consegnarla ancora alla statua, all’icona o al santino, la riporta alla sua prima evidenza: era una ragazza. Una giovanissima contadina capace di attraversare la guerra dei cent’anni e di mettersi di traverso davanti all’ordine maschile del potere.
Il titolo è già una dichiarazione poetica e politica. “La ragazzina” non riduce Giovanna: la libera. Toglie alla pulzella d’Orléans l’aura immobilizzante del mito e restituisce corpo, età, voce, paura e ostinazione. Parrella non scrive una biografia romanzata convenzionale; costruisce piuttosto un romanzo civile, breve e denso, in cui il Medioevo diventa una lente per guardare il presente. Al centro c’è una domanda ancora viva: che cosa accade quando una ragazza pretende di essere creduta?
La Giovanna di Parrella non è innocente perché fragile, né santa perché obbediente. È radicale perché prende sul serio la propria missione. Veste abiti maschili, parla con i soldati, costringe capitani, vescovi e sovrani a misurarsi con una presenza che non riescono a classificare. Per questo il potere prova a nominarla in tutti i modi: vergine, puttana, pazza, eretica, strumento di Dio o del demonio. Ogni definizione è un tentativo di rimpicciolirla. Il romanzo insiste invece su ciò che sfugge: Giovanna è più grande delle categorie con cui gli uomini cercano di contenerla.
Non c’è compiacimento epico, non c’è ricostruzione decorativa. Il passo è rapido, netto, con una lingua arcaica senza essere museale, contemporanea senza forzature. La guerra resta sullo sfondo e insieme pesa su ogni gesto: la fame, la paura, le città assediate, la stanchezza. In mezzo a tutto questo, Giovanna non appare come una guerriera assetata di sangue, ma come una figura di giustizia: una che va verso la battaglia senza confonderla con la vendetta.
Prima della spada e dello stendardo, prima del processo e del rogo, c’è una figlia che parla con la madre, una bambina che ha giocato con i fratelli, una voce che nasce dentro una comunità. Parrella ricorda che ogni mito comincia da una vita concreta, e che cancellare l’infanzia di Giovanna significa collaborare alla sua condanna. La forza del romanzo sta qui: nel tenere insieme la figura storica e la creatura viva, il destino pubblico e la materia intima.
La ragazzina parla di Giovanna d’Arco, ma parla anche di tutte le giovani donne che ancora oggi vengono giudicate troppo sicure, troppo libere, troppo poco disposte a chiedere permesso. È un romanzo sulla disobbedienza necessaria, sulla fede come responsabilità e sul coraggio di stare dentro la storia senza lasciarsene schiacciare. Parrella firma un testo limpido e incandescente: piccolo per estensione, grande per intensità, capace di trasformare una vicenda remota in una domanda immediata.

Valeria Parrella (1974) vive a Napoli. È autrice di romanzi, racconti, drammaturgie e libretti d’opera. Fra questi, ricordiamo: mosca più balena (minimum fax, 2003; Premio Campiello Opera Prima), Per grazia ricevuta (minimum fax, 2005; finalista nella cinquina del Premio Strega e Premio Renato Fucini), Lo spazio bianco (Einaudi 2008, 2010 e 2018), da cui Francesca Comencini ha tratto l’omonimo film, e Almarina (Einaudi, 2019; finalista nella cinquina del Premio Strega). Per Feltrinelli ha pubblicato La Fortuna (2022, Premio letterario internazionale Mondello – Opera Italiana). Da anni collabora con “Grazia” e “la Repubblica”. Cura la Posta dei sentimenti su “Oggi”.