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I consigli del libraio

La sicurezza della nazione ungherese

László Krasznahorkai

Editore: Bompiani
ISBN: 9788830154896
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo: 19,00 €

Con La sicurezza della nazione ungherese László Krasznahorkai sembra partire da uno scherzo: un titolo da trattato politico o da pamphlet paranoico e, invece, al centro della scena, un uomo mite, le farfalle, un prato vicino al Danubio e una domanda immensa. András Papp è stato un bambino solitario, cresciuto con i nonni, segnato da un difetto fisico e salvato, se così si può dire, da una passione assoluta: il mondo dei lepidotteri, scelti perché non pungono, non mordono, non aggrediscono. Da adulto è diventato uno studioso riconosciuto, ma resta un essere appartato, quasi fuori asse rispetto al rumore del mondo e alle assurdità della macchina burocratica a cui appartiene.

A incrinare questa solitudine arriva uno scrittore che si presenta come un certo László, dal cognome impronunciabile. Prima al telefono, poi dal vivo, l’uomo incalza Papp con una questione sola, semplice e impossibile: perché la vita vuole così ostinatamente vivere? Da qui nasce una strana amicizia, fatta di conversazioni, camminate nei campi, ricerche di una rarissima farfalla ungherese e domande che non chiedono davvero una risposta, ma una forma di attenzione.

Il fascino del libro sta nel modo in cui Krasznahorkai rovescia le attese. Dopo il Nobel per la letteratura 2025, ci si potrebbe aspettare un romanzo cupo, monumentale, torrenziale. Qui invece l’apocalisse si restringe fino a entrare nel battito fragile di un insetto, nella timidezza di un ricercatore, nella comicità un po’ sghemba di uno scrittore vestito di nero che interroga il mondo come se avesse smarrito il manuale d’uso dell’esistenza.

Naturalmente, la leggerezza è solo apparente. Le farfalle diventano una soglia: tra scienza e contemplazione, tra classificazione e mistero, tra la vita osservata e la vita vissuta. Krasznahorkai usa un materiale minimo per tornare ai suoi grandi temi: la solitudine, l’insistenza del desiderio, la sproporzione tra pensiero e mondo, la possibilità che la bellezza non salvi ma almeno trattenga, per un istante, la caduta.

Nell’edizione italiana Bompiani, tradotta da Dora Varnai, La sicurezza della nazione ungherese è un libro breve ma tutt’altro che minore: una parabola ironica, malinconica e interrogativa, in cui il grande autore ungherese abbandona i toni più solenni senza rinunciare alla profondità. Si esce dal romanzo con la sensazione di aver inseguito qualcosa di minuscolo e decisivo: non una risposta, ma il tremolio luminoso della domanda.

László Krasznahorkai, nato a Gyula, in Ungheria, nel 1954, è romanziere e sceneggiatore, tra le voci più originali della narrativa europea contemporanea. Autore di Satantango, Melancolia della resistenza, Guerra e guerra, Seiobo è discesa quaggiù e Il ritorno del barone Wenckheim, ha collaborato a lungo con il regista Béla Tarr. La sua prosa, visionaria e ipnotica, gli è valsa l’International Man Booker Prize nel 2015 e il Premio Nobel per la letteratura nel 2025.

László Krasznahorkai - La sicurezza della nazione ungherese