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I consigli del libraio

L'isola della donna addormentata

Arturo Pérez-Reverte

Editore: Settecolori
ISBN: 979128151473
Pagine: 460
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo: 23,00 €

Con L’isola della donna addormentata, Arturo Pérez-Reverte torna al territorio che più gli appartiene: il romanzo d’avventura come macchina morale, dove il mare, la guerra, l’amore e il tradimento non sono semplici ingredienti narrativi, ma prove decisive del carattere. Siamo nell’aprile del 1937. La guerra civile spagnola infuria sulla penisola, ma il suo raggio d’azione arriva fino al Mediterraneo orientale: tra Istanbul e l’Egeo, navi camuffate, agenti segreti, rotte clandestine e carichi d’armi sovietiche destinati alla Repubblica compongono lo scacchiere oscuro in cui si muove Miguel Jordán Kyriazis, marinaio mercantile arruolato dalla fazione ribelle per colpire nell’ombra.

La base delle operazioni è Gynaíka Koimisméni, “la donna addormentata”: una piccola isola quasi deserta, ex carcere ottomano, luogo sospeso e remoto che sembra sottratto alla storia e invece ne diventa uno dei teatri più intensi. Qui Jordán incontra il barone Katelios e sua moglie Lena, figura magnetica, ferita, imprigionata in un destino da cui cerca una via di fuga. Il romanzo si accende allora di un triangolo torbido e insieme tragico, dove la passione non cancella la guerra, ma la rende più intima, più pericolosa, più irrimediabile.

Pérez-Reverte costruisce una storia di mare nel senso più pieno del termine: con precisione tecnica, gusto per la manovra, attenzione al lessico marinaresco e alla tensione dell’azione. Ma la sua vera materia non è soltanto l’avventura corsara. È il modo in cui gli uomini e le donne si rivelano quando ogni scelta comporta una perdita. In questa zona grigia, lontana da ogni comoda divisione fra innocenti e colpevoli, i personaggi portano addosso le contraddizioni della guerra civile: fedeltà e cinismo, onore e opportunismo, desiderio di sopravvivere e bisogno di restare fedeli a un codice.

Come spesso accade nella narrativa di Pérez-Reverte, il passato non è ricostruito con nostalgia, ma abitato con disincanto. Il Mediterraneo del romanzo ha echi omerici, shakespeariani e conradiani: è mare di navigazioni e agguati, di passioni clandestine e rese dei conti, di uomini che credono di governare la rotta e finiscono invece trascinati da correnti più forti di loro. Lena, in particolare, è una delle presenze più riuscite del libro: non semplice oggetto del desiderio, ma centro opaco e dolente della vicenda, donna vinta e tuttavia capace di orientare il destino degli altri.

L’isola della donna addormentata è dunque un romanzo di guerra, ma anche un romanzo sull’impossibilità di uscirne davvero indenni. L’azione procede con passo classico, quasi cinematografico, ma sotto la superficie dell’intreccio pulsa una domanda più amara: che cosa resta dell’onore quando la storia costringe a combattere sporco? Pérez-Reverte risponde con la sua consueta miscela di eleganza, durezza e malinconia, offrendo un’avventura mediterranea densa, sensuale e cupa, in cui ogni approdo somiglia a una resa e ogni fuga porta con sé il peso del rimorso.

Arturo Pérez-Reverte, nato a Cartagena nel 1951, è uno dei più noti scrittori spagnoli contemporanei. Giornalista e inviato di guerra per oltre vent’anni, ha seguito numerosi conflitti prima di dedicarsi interamente alla narrativa. Autore di romanzi storici, d’avventura e d’intrigo, è celebre per la saga del capitano Alatriste e per titoli come Il maestro di scherma, La tavola fiamminga, Il club Dumas e Il pittore di battaglie. Dal 2003 è membro della Real Academia Española.

Arturo Pérez Reverte - L'isola della donna addormentata