Materialismo gotico
Vivere e morire al tempo delle macchine
di Mark Fisher
Editore: Einaudi
ISBN: 9788806270124
Pagine: 312
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo: 19,00 €
Mark Fisher, in Italia, è stato per molti lettori anzitutto l’autore di Realismo capitalista, uscito da Nero nel 2018: il libro che ha dato una formula memorabile a un’intera atmosfera storica, quella per cui sembra “più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”. Con Materialismo gotico. Vivere e morire al tempo delle macchine, pubblicato da Einaudi nel 2026, il quadro si complica e insieme si approfondisce: non siamo più davanti al Fisher più limpido e aforistico, ma dentro il suo laboratorio teorico più denso, più febbrile, più visionario.
Il punto è che Materialismo gotico non va letto come una semplice replica o un “prima” di Realismo capitalista, ma quasi come il suo sottosuolo. Se il libro uscito da Nero restava impresso per la precisione con cui nominava la gabbia ideologica del presente, qui Fisher scende in una zona più oscura, dove il capitalismo non è soltanto un regime economico o una macchina culturale, ma una forza che produce fantasmi, ibridazioni, allucinazioni, forme di vita sempre meno distinguibili dai dispositivi che le organizzano. Il titolo italiano di Einaudi insiste giustamente su questo nodo: viviamo nel tempo in cui il confine tra carne e macchina, naturale e artificiale, identità e simulazione si fa instabile.
Sapere che il libro nasce dalla tesi di dottorato discussa da Fisher a Warwick nel 1999 aiuta a capirne la natura: non un saggio compatto e perfettamente levigato, ma una costellazione teorica in cui cyberpunk, gotico e teoria cibernetica vengono fatti collidere fino a generare scintille. È un libro più arduo di Realismo capitalista, meno immediatamente citabile, meno “perfetto” nella forma, ma forse proprio per questo più vivo. Qui Fisher non consegna una diagnosi già ordinata: pensa in presa diretta, accelera, devia, forza i linguaggi. E il lettore ha la sensazione di assistere non tanto all’esposizione di una tesi, quanto alla formazione di uno sguardo.
È anche per questo che Materialismo gotico arriva oggi con una strana puntualità. Molte delle sue ossessioni — piattaforme, automazione, identità frantumate, vita catturata dai sistemi tecnici — sono ormai la nostra quotidianità. Riletto accanto a Realismo capitalista, il libro mostra che l’intuizione di Fisher non riguardava soltanto l’egemonia del capitalismo, ma la sua natura profondamente spettrale: il suo trasformare il mondo in un ambiente insieme ipertecnologico e infestato. Più che spiegare il presente, Materialismo gotico lo rende perturbante. Ed è precisamente in questa capacità di inquietare, più che di rassicurare, che continua a stare la sua forza.

Mark Fisher (1968-2017) è stato un filosofo, critico culturale, saggista e blogger britannico, noto anche con lo pseudonimo k-punk. Ha scritto di politica, musica, cultura pop e teoria contemporanea, diventando una delle voci più influenti del pensiero critico degli ultimi decenni. Tra i suoi libri più noti, Realismo capitalista ha avuto un ruolo decisivo nella sua ricezione italiana.